PSICOLOGIA LUDICA

L’essere umano è un essere sociale, noi apprendiamo a vivere, ad esplorare il mondo, a sentirci sicuri e crescere tramite il contatto con l’altro. Un elemento elettivo di apprendimento è sicuramente il gioco, ricordate quando da bambini facevate il gioco del “fare finta di”? è proprio quella una delle maggiori fonti di apprendimento che abbiamo: il gioco.
Giocare non è un mestiere da bambini, giocare è una fonte inesauribile di crescita ed è adattabile a tutte le età-
Attraverso il gioco impariamo a cooperare con l’altro, impariamo una forma di competizione sana, impariamo a metterci nei panni dell’altro, aumentiamo le capacità di problem solving, sperimentiamo strategie, agiamo per prove ed errori fino a trovare quella più funzionale.
Il gioco ci fa sperimentare qualcosa che non finisce con la partita ma può essere riportato anche fuori, nella quotidianità.

Ma cosa c’entra il gioco con la terapia psicologica?
Qui entra in gioco la vera magia.
In psicologia lavoriamo su schemi adattivi che risultano nel qui ed ora disfunzionali o limitanti, il gioco ci permette di sperimentare altre modalità per rispondere alle esigenze del paziente, che possano poi portarlo a stare meglio.
e cos’è la terapia se non mettersi in gioco?

Il gioco in terapia non è un passarsi il tempo ma è pregno di significato, sono sempre giochi pensati e strutturati per l’utenza a cui verranno proposti.
Ad esempio è funzionale per i bambini un gioco con timing specifico, per imparare a rispettare i turni, il rispetto delle regole, il setting, lo scambio con l’altro. Sono importanti i giochi di ruolo che possono insegnare appunto a vestire i panni dell’altro, incrementare l’autostima, l’empatia, la fiducia reciproca.
Per gli adolescenti può essere importante il gioco di ruolo o i giochi dove si possono interpretare altre figure e personaggi, per sperimentare l’identificazione e la differenziazione, processi fondamentali in questa età.

Per tutte le fasce d’età sono utilissimi giochi che utilizzano le immagini proiettive.
In terapia utilizzo molto il gioco di Dixit, prendiamo solamente le carte, senza la struttura, e per ogni esigenza propongo un utilizzo personalizzato. Le carte hanno illustrazioni molto dettagliate, immaginative e particolari che permettono di raccontare la propria storia, rappresentare emozioni o vissuti, le utilizzo anche per rappresentare il genogramma della famiglia.
Lavorare indirettamente sul vissuto permette di poterlo esplorare senza essere direttivi, con delicatezza e gradualmente si può arrivare anche a vedere parti di sé che si tenevano nascoste o che sono bloccate. Le carte sono uno strumento potentissimo, un mezzo che ci fornisce uno sguardo più ampio, permettono di vedersi in modo più completo e di vedere le proprie risorse, fortificarle e sostenere un cambiamento positivo.

Il gioco non è infantile e non è banale, il gioco è una possibilità.

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